RELIGIONE E FEDE - RELIGION AND FAITH - POLITICS AND SOCIETY

lunedì, 28 luglio 2008
Uccidere per Allah è giustificato. Lo dice uno studente su 3

Sondaggio nelle università inglesi: 4 musulmani su 10 vivrebbero sotto la Sharia

Predicatori omofobi e antisemiti hanno parlato liberamente al Queen Mary College.


"Uccidere per Allah è giustificato"


lo pensa uno studente islamico su 3

LONDRA - Uccidere nel nome di Allah e dell'Islam è giustificato. Lo sostiene circa un terzo degli studenti islamici che frequentano le università britanniche. Il quaranta per cento di loro giudicherebbe inoltre condivisibile inoltre l'inserimento deli codici della sharia, la legge islamica nella legislazione britannica.l sondaggio, condotto nel Regno Unito da Yougov per il Centro di coesione sociale, è ripreso oggi dal quotidiano britannico Times, che esprime preoccupazione per la diffusione del radicalismo nei campus.

"Un numero significativo di studenti crede in valori che cozzano con quelli democratici", ha detto Hannah Stuart, tra i curatori il sondaggio: "Questi risultati mettono in grave crisi coloro che sostengono che l'estremismo è assente nelle università britanniche".

Dal sondaggio è emerso inoltre che il 40 per cento degli studenti musulmani considera inaccettabile che donne e uomini musulmani si frequentino liberamente. Il 25 per cento di loro dice di non avere alcun rispetto per i gay, una percentuale superiore fra gli uomini musulmani (32 per cento); fra i non musulmani la percentuale è del 4 per cento. Uno studente islamico su tre è a favore della creazione di un califfato, o di uno stato islamico, globale.

La ricerca rivela anche che il 55% degli studenti non musulmani ritiene che l'Islam sia incompatibile con la democrazia. Circa uno su 10 ha "poco rispetto" per i musulmani. "La soluzione - spiega Anthony Glees, professore alla Buckingham University - è smetterla di parlare di diversità e concentrarci sull'integrazione e sull'assimilazione".

Oltre al sondaggio vero e proprio, condotto su 1.400 studenti musulmani e non, gli autori della ricerca hanno visitato 20 università e parlato con studenti e professori. Tra l'altro è emerso che regolarmente predicatori islamici pronunciano sermoni con parole di incitamento all'odio razziale, omofobici o antisemiti. In particolare, è stato monitorato il Queen Mary college, parte della London University. A dicembre, uno speaker identificato come Abu Mujahid ha incoraggiato gli studenti musulmani a condannare i gay perché "Allah odia" l'omosessualità; in novembre Azzam Tamimi, un sostenitore di Hamas che vive in Inghilterra, ha descritto Israele come "il più inumano progetto nella storia dell'umanità moderna".

La situazione al Queen Mary College è ritenuta particolarmente grave, con una vera e propria "ghettizzazione" degli studenti islamici. Un portavoce del college ha dichiarato di essere a conoscenza delle visite dei predicatori, ma non del contenuto dei loro discorsi. "Chiaramente noi non possiamo associarci a simili punti di vista - ha detto -. Il problema è che il libero dibattito è parte integrante dello spirito della nostra università: è inevitabile che in qualche occasione il contenuto di certi interventi sia offensivo".

Diversi terroristi si sono o sono stati convertiti all'estremismo nelle università britanniche. Si ritiene che Kafeel Ahmed, responsabile l'anno scorso dell'attentato suicida all'aeroporto di Glasgow, abbia subito il processo di "radicalizzazione" all'Anglia Ruskin University di Cambridge.

I riscontri dello studio confermano, seppur amplificandoli, studi della polizia inglese dell'anno scorso, secondo cui, ad esempio, il 37 per cento - contro il 40 osservato ora - di tutti i giovani musulmani di età compresa tra i 16 e i 24 anni preferirebbero vivere in un sistema governato dalla sharia. Non tutti, però, sono d'accordo con le conclusioni della ricerca. Wes Streeting, presidente della Unione nazionale degli studenti, la condanna. "Questo disgustoso 'report' riflette i pregiudizi della cultura di destra che l'ha progettato - ha detto - non certo il punto di vista dei musulmani inglesi. Ha coinvolto appena 632 studenti islamici, ai quali sono state fatte domande vaghe e fuorvianti, e le risposte sono state interpretate altrettanto male".

(27 luglio 2008)

Fonte articolo e immagine: Repubblica.it

Cosa aggiungere?

Lo sappiamo che le religioni fanno male. Allora perchè ostinarsi a seguirle! Boh!?

Forse per una pura forma di autolesionismo? Il problema è che non si fanno male solo loro ma fanno stare male tantissi altri innocenti. E questo è un "grave problema sociale".

Forse sarà meglio chiedere al Pastore Tedesco Ratzinger, riguardo questi argomenti si intende molto bene. Essendo anche un uomo tanto pio e devoto sia alla castità, che al vile denaro. Altruista al 100% (lo vediamo spesso avendo spogliato la Chiesa di Roma dai suoi avere per donarlo ai poveri del Mondo...) mumble... forse non avrò sbagliato persona??? Il dubbio mi tormenta

Dai su! Prendiamolo come esempio razionale da seguire!!!

A VOI LE RIFLESSIONI

Con Amicizia e Rispetto

Gentleman -  (Morris)

Postato da: GayGuy a luglio 28, 2008 02:32 | link | commenti (6) |
politica internazionale, politica italiana, diritti, islam, omosessuali, intolleranza, sessualitĂ , laicitĂ , not war, omosessualitĂ  e religione, omosessuali perseguitati, libera informazioneto top of page

sabato, 14 giugno 2008
YouTube ha censurato il mio video! Boh?

Il Video che avreste dovuto vedere nel post precedente

è stato censurato da YouTube-MorrisAndreas

N.B.: chi non riesce a vederlo è raggiungibile su 61comenoi.it

Abbiamo rimosso il video perchè su Splinder non era visualizzabile. Chi volesse può valutarlo nella Homapage del portale 61comenoi.it

Motivo in più per scappare quanto prima dall'Italia. Sarà stato sufficiente la "valutazione degli esperti 'a mani giunte e moralisti' che hanno decretato la cancellazione?"

Ora basta!!! Italia bigotta e schiava del Vaticano!!!

CHE PALLE!


DIFFONDI, COPIA IL CODICE!



Spero solo che venga presto il momento di lasciare "lo stivalone italiano", perchè inizia a starmi TROPPO STRETTO.

Con Amicizia e Rispetto

Gentleman - (Morris)

P.S.: Per il Mio Amore Danny e per Tutti coloro che Amano le Persone dello stesso Sesso Un Particolare Abbraccio. Ciao Mio Amore, Cucciolo Adorato Mio Cuore Danny

Postato da: GayGuy a giugno 14, 2008 21:15 | link | commenti (12) |
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Salve Amici. Un Pensiero per Tutti!

Certo non posso esimermi dal rispondere ai Vostri commenti,

purtroppo non stò passando giornate felici.



il Mio Compagno Danny si trova a miglie miglia di distanza da Me per motivi di lavoro. Nazione non europea dove i diritti per le persone Omosessuali e Lesbiche sono tutelati e rispettati allo stesso modo degli Etero.

In Suo Omaggio e a Voi Tutti Amici Bloggers dedico questo video immagini, con la splendida voce di Andrea Parodi "Tazenda" (morto di recente a causa del male del secolo: cancro).

Voglio solo darVi un mio piccolo contributo a Tutti, con la speranza che comprendiate quanto sia Io che il Mio Compagno Soffriamo sia la lontananza che il fatto di non poter condividere

IL NOSTRO AMORE ALLA LUCE DEL SOLE!

Potenze Vaticane o tornaconti politici italiani!?

Non saprei, o forse sò e non vogio esprimermi. Di cerco fra non molto lascerò l'Italia, questa strana nazione che ha lezioni impartite solo per interessi economici... e chi più riesce ad avere voti per maggior potere null'altro vede meno che gli interessi del cittadino italiano.

Vi Saluto Con Abbraccio Fraterno Ovviamente Anti-religione e Anti-clerical (da buon Ateo)

Con Amicizia e Rispetto

Gentleman (Morris & Danny = Mio Cuore e Mia Vita!)

Postato da: GayGuy a giugno 14, 2008 03:12 | link | commenti (5) |
italia, politica, comunicazioni, personale, politica internazionale, politica italiana, diritti, norvegia, intolleranza, sessualitĂ , arcigay, laicitĂ , uaar, danny, glbt, italia laica, chiesa contro libertĂ  laica, regole e imposizioni clericali, stato e chiesa, appelli urgenti, lesbismo, omosessualitĂ  e religione, omosessuali perseguitati, film gay, resistenza laica, video gay lesboto top of page

giovedì, 22 maggio 2008
Spegni la TV della violenza

Spegni la TV della violenza

20/05/2008 - Ufficio stampa BolognaPride2008



SABATO 24 MAGGIO 2008 NON GUARDARE IL TG 1 DELLE 20:00

<< E’ furente Marcella Di Folco, portavoce del pride nazionale:

Il servizio andato in onda sul TG1 delle 20 del 19 maggio 2008

è stato un servizio indegno per il servizio pubblico.

Il racconto di un linciaggio, un accanimento mascherato da giustizia privata, nello quale lo Stato, cioè le sue divise, sospende leggi e diritti e abdica le sue funzioni alla folla inferocita. Una grave legittimazione della furia di strada. Riprese e tono del servizio degne di un filmato amatoriale di Forza Nuova.

E’ già da un po’ di tempo che anche l’informazione, anche quella che dice di non aver colore, si è piegata alle logiche dello strillone senza esercitare alcuna razionalità critica contro questa strategia dell’odio verso tutto ciò che è diverso, verso tutto ciò che ‘non può stare nel mio giardino’.

I soggetti sociali più deboli diventano un fastidio da eliminare,

la violenza contro di essi legittima.

Questo clima d’odio, di violenza ed intolleranza transfobica, omofobica, e razzista sta divenendo un mefitico veleno che traspira dalla politica, passa attraverso l’informazione e sta corrodendo democrazia,

senso civico e vivere comune.

Le forze democratiche di questo paese debbono ribellarsi a tutto ciò.

Invitiamo dunque tutti coloro che non condividono questo tipo di informazione

a boicottare un servizio pubblico che non corrisponde più a tale

caratteristica ma che è piuttosto propaganda di Stato,

uno Stato sull’onda di una deriva fascista,

verso il quale è bene reagire subito.

Pretendiamo che il direttore Gianni Riotta si scusi pubblicamente

e in particolar modo con la comunità trans per l'indegno spettacolo”.

***

Comunicato stampa Arcigay 20.05.08

TG1, RIOTTA SI SCUSI CON NOI

Da tempo è praticata la censura sulla comunità lgbt da parte di tutti i Tg RAI

Ha ragione da vendere il Comitato Organizzatore

del Pride nazionale di Bologna del 28 giugno
.

Il servizio andato in onda lunedì 19 maggio nell'edizione serale del TG1

era vergognoso e dava voce ai peggiori istinti razzisti, transfobici e omofobi.

Il tutto è avvenuto in alcuni minuti di riprese dove si potevano notare

ragazzotti con le teste rasate che urlavano "via i froci" ed altri insulti,

dando anche vita ad una caccia alle trans in mezzo ai cespugli.

In redazione si sono ben guardati di dare voce anche alle associazioni trans,

in rappresentanza della vittime dell'aggressione, che perlomeno spiegassero per quali ragioni queste persone siano anche costrette a prostituirsi.

Non vogliamo negare che esistono problemi legati alla prostituzione di strada che vanno affrontati, per esempio, riformando la ormai obsoleta legge Merlin. Esporre però alla gogna mediatica alcune prostitute trans, come è stato fatto dalla testata giornalistica Rai, è davvero vergognoso.

Il servizio pubblico ha delle responsabilità e dovrebbe essere rispettoso

della pluralità delle voci per la dignità di tutte e di tutti.

D'altronde dobbiamo sottolineare come il Tg1,

al pari di tutti gli altri telegiornali e di molte trasmissioni

di approfondimento RAI, abbiano da tempo deciso

di annullare completamente la voce del movimento lgbt italiano,

dando solo e sempre spazio alle opinioni

dei politici e delle gerarchie cattoliche
.

Per tutte queste ragioni il boicottaggio proposto per sabato 24 maggio

dal Comitato Pride è una buon'idea,

che speriamo sia raccolto da milioni d'utenti.

Aurelio Mancuso

presidente nazionale Arcigay >>



Meditate e diffondete!

Sabato, 24 maggio

NON GUARDIAMO IL TG 1  DELLE 20:OO!!!


Con Amcizia e Rispetto

Gentleman  (Morris)

Postato da: GayGuy a maggio 22, 2008 01:44 | link | commenti (10) |
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venerdì, 02 maggio 2008
Si alle coppie di fatto, ma nel cimitero

Ebbene si, finalmente sono tornato dopo una lunghissima pausa forzata.

Connessione internet Ok, i miei siti web "quasi Ok" (vedete, anzi non vedete i collegamenti? Infatti, il portale dove ho tutta la parte grafica è andata a farsi un giro per la galassia. A parte gli scherzi purtroppo avrò l'assistenza solo lunedì (forse).

Il titolo del post?  E' tutto vero. Succede nella solare città di Oristano. Leggete tutto l'articolo e traete voi le conclusioni. Io personalmente preferisco astenermi, anche perchè il mio piccolo contributo l'ho dato a fine pagina. Pur con poche frasi ho espresso un mio pensiero sulla vicenda.

Vi riporto il link con una parte grafica. Non fate troppo caso al mio scrivere perchè sono in piena crisi influenzale fulminante!!!

Breve anticipazione dell'articolo:

I REQUISITI INDISPENSABILI

L'autocertificazione deve dimostrare una vita trascorsa insieme.


IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE

"La nostra società sta cambiando, è giusto provare ad adeguarci".

Oristano, regolamento comunale consente la sepoltura vicina

Nella Oristano ecclesiastica e roccaforte politica del centrodestra i conviventi potranno riposare per sempre uno accanto all'altro

Fianco a fianco per l'eternità. Loculi attigui o tombe formato famiglia non soltanto per il binomio marito&moglie, ma anche per le coppie di fatto. Come dire che i diritti negati in vita, talvolta sono concessi dopo la morte.

Ebbene si, capita nella Oristano ecclesiastica: la roccaforte politica del centrodestra si scopre all'avanguardia e regala (se non altro, dopo l'ultimo respiro) qualche piccola conquista a chi ha passato una vita intera cercando di farsi accettare come coppia. Nel cimitero cittadino e in quelli delle frazioni anche i conviventi potranno riposare per sempre uno accanto all'altro. E' una delle novità più rilevanti del regolamento per cimiteri che la commissione ai Lavori pubblici sta definendo in questi giorni. Quasi una rivisitazione dell'editto con cui Napoleone promuoveva l'uguaglianza delle sepolture.

L'ETERNO RIPOSO

Vi Saluto AugurandoVi Buon proseguimento di Giornata!

Io vado nanna, diversamente scoppio con questo mal di testa e male da tutte le parti

Con Amicizia e Rispetto

Gentleman  -  Morris =^-^=

Postato da: GayGuy a maggio 02, 2008 04:46 | link | commenti (14) |
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giovedì, 07 giugno 2007
23 GIUGNO GIORNATA MONDIALE ORGOGLIO PEDOFILO (?)

Si avete letto bene, il 23 giugno si terrà la giornata Mondiale STOP psdofilia! GiĂą le mani dai bimbi!dell'orgoglio Pedofilo, (boyloveday international) e questo il sito della manifestazione, non un sito illegale, non contiene pornografia, anzi questi signori si impegnano a convincere i loro lettori di agire nel bene, di volersi differenziare dai criminali, da chi fa atti violenti, da chi costringe i bambini, i ragazzi, dicendo che loro li amano. Interessante la galleria di immagini, dove anche babbo natale viene mostrato come pedofilo e interessante questa immagine dove addirittura viene mostrato un prete amorevole con un ragazzo, si evince un desiderio di far apparire assolutamente normale o come perversione sessuale, che ne sò come partecipare ad un'orgia, un rapporto amoroso da tra un ragazzino e un adulto. Questa la prima risposta a questa giornata: UNA FIACCOLATA A PALERMO CONTRO LA PEDOFILIA L'Associazione per la Mobilitazione Sociale di Palermo, chiede che vengono oscurati tutti i siti web che in qualche modo danno voce e spazio alla pedofilia. Le istituzioni prendano una ferma posizione considerando reato anche la solo promozione on line di questo turpe mercato.

Un fermo No contro la Giornata Internazionale dell'orgoglio pedofilo.

*Questa comunicazione mi è stata data dall'Amica blogger
Francesca Darima

Per ora non mi esprimo sperando vivamente che si tratti di una bufala o scherzo di cattivo gusto.

Ho comunicato il tutto a questi Amici: Massimiliano Frassi, Hereticus, Politbjuro.

Purtroppo il Mio Compagno non è in casa questa notte, diversamente sarei riuscito (grazie a lui che conosce 4 lingue straniere), darvi maggiori dettagli.

MASSIMA ATTENZIONE E DIVULGAZIONE!

Con Amicizia e Rispetto

Gentleman - Morris (Maurizio Andrea)

Postato da: GayGuy a giugno 07, 2007 00:09 | link | commenti (25) |
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mercoledì, 04 aprile 2007
LA NORMA ETEROSESSUALE

Cari Amici,

vi propongo un interessante articolo di Ida Dominijanni

pubblicato su "il manifesto" (3 aprile 2007).

Intervistato domenica da Lucia Annunziata «in mezz’ora» su Raitre, monsignor Angelo BagnascoRino Fisichella, rettore della pontificia università Lateranense nonché cappellano di Montecitorio, ha corretto il tiro di monsignor Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che sabato aveva accostato, in una scala ideale delle «aberrazioni» pericolose per l’ordine familiare e sociale, le convivenze omosessuali all’incesto e alla pedofilia.

Più cauto e più diplomatico, Fisichella ha cercato di restituire l’immagine di una Chiesa consapevole dell’impossibilità di discriminare eterosessuali e omosessuali sul piano giuridico, e disponibile a riconoscere ai gay i diritti alla successione e all’assistenza reciproca purché questo riconoscimento resti nell’ambito del diritto privato e non comporti un nuovo istituto di diritto pubblico come i Dico, troppo simile al matrimonio.

Si sa che questa è la strettoia che la Chiesa indice per mantenere distinte le convivenze dal matrimonio accettando contemporaneamente che i conviventi acquisiscano i succitati diritti nella forma di diritti individuali, non di coppia. E si sa anche che da parte dei movimenti gay-lesbian la posta in gioco è precisamente quella del riconoscimento della coppia omosessuale. Sul piano della polemica politica questo è il conflitto in campo e per ora non se ne esce.

Ma bisogna cominciare a frugare nelle pieghe della polemica politica per chiedersi quali altre poste in gioco, politiche e culturali, si stiano definendo o ridefinendo nello scontro sui Dico e sull’omosessualità: da una parte e dall’altra del campo di gioco.

Sul versante della Chiesa, il punto non è né solo né tanto l’interdizione e la condanna della sessualità gay e lesbica. Il punto è - l’ha ribadito domenica lo stesso Fisichella - il fantasma della genitorialità omosessuale che l’eventuale legalizzazione delle convivenze attiva. Sta qui infatti, per la Chiesa, la trincea di difesa dell’ordine naturale: si nasce da un maschio e da una femmina, e a questo fatto naturale deve corrispondere un ordine familiare incardinato su una coppia genitoriale fatta da un uomo e una donna, che a sua volta è la cellula prima dell’ordine sociale.

La frase chiave della nota dei vescovi sui Dico - «la legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile» - va intesa precisamente così: è la legalizzazione della coppia omosessuale - non, si badi, la pratica omosessuale in sé - la minaccia dell’ordine costituito, perché è da essa che potrebbero discendere per gli/le omosessuali quei diritti alla discendenza, all’adozione o alla procreazione (tecnologicamente assistita) che manderebbero all’aria le prerogative esclusive della famiglia eterosessuale.

E’ evidente che la Chiesa scarica sulla genitorialità gay un problema che, in verità, la assedia da più parti: com’è noto, la procreazione naturale è messa in subbuglio dalla tecnologia, che «denaturalizza» di suo l’accoppiamento maschio-femmina; e la tenuta dell’istituto familiare tradizionale (che è in verità una forma storica, non naturale) è messa in subbuglio, oltre che dal divorzi, dalle madri single e dalle nuove famiglie allargate, anche dalle migrazioni. Si tratta di una trasformazione inarrestabile della famiglia tradizionale, che il testardo ribadimento da parte della Chiesa della norma eterosessuale non può bastare a contenere o ridurre.

Sul versante gay-lesbian, dall’altra parte, la ridefinizione delle poste in gioco non è meno cruciale. La richiesta di riconoscimento delle coppie omosessuali allo Stato porta infatti certamente alla luce un fatto sociale altrimenti destinato a rimanere, più o meno tollerato, nella penombra. Ma rischia di condannare alla penombra definitiva quelli e quelle, omosessuali e eterosessuali, che non assegnano allo Stato lo stesso potere di riconoscimento, e quelle pratiche sessuali e affettive che vogliono restare fuori dal cono del riconoscimento e della legalizzazione. Una volta che le «sovversive» coppie gay saranno riconosciute e legalizzate, che sarà di queste pratiche sessuali, affettive e parentali, e della loro radicale estraneità alla norma e alla normalizzazione?

A VOI LE RIFLESSIONI

Vatican: The Holy See? No, thanks!

Con Amicizia e Rispetto

Gentleman  (Morris)

Postato da: GayGuy a aprile 04, 2007 03:22 | link | commenti (13) |
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venerdì, 09 marzo 2007
Omofobia alla corte di Mediaset!


Ricevo e volentieri inoltro questo comunicato datomi dall'Amico blogger Dorian (Mater Natura)

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Stasera nella trasmissione di Maurizio Belpietro,
l'"antipatico", si parlerà d'omosessualità con un titolo  che anticipa quali toni intende usare Mediaset e questo servo berlusconiano(Belpietro,intendo) sull'argomento: " si può curare un gay?".

Adesso,se ci trovassimo in un paese civile come tanti altri in Europa,la classe politica avrebbe reso noto a questa gentucola di quattro soldi,questi giornalai elevati a colti che l'omosessualità è accertata essere una scelta  orientata all'opposto dell'eterosessualità e che NON E' NESSUNA MALATTIA da curare,mentre l'atteggiamento omofobo e preoccupato della destra italiana non solo è patologica,ma rischia d'infettare anche le menti più sane di questo paese..sapete com'è,un tumore maligno come "la loro  calunnia "(in questo caso quella destroide di Belpietro) è un male che devasta tutto l'apparato osseo della bella Italia!.

Quindi per evitare di essere etichettati come i "censori" della destra,giocheremo con armi pari,ma meno viscide(..d'altronde se siamo persone corrette d'indole,non possiamo ne potremmo mai scendere tanto in basso):mandiamo tutti un email di protesta all'omofobia certa di Mediaset e PRETENDIAMO più rispetto. Rispetto che manca già da un titolo che solo a ripeterlo,mi fa rabbrividire.

antipatico@mediaset.it

Vatican: The Holy See? No, thanks!


Postato da: GayGuy a marzo 09, 2007 01:40 | link | commenti (2) |
comunicazioni, politica italiana, diritti, mediaset, intolleranza, sessualitĂ , berlusconismo, disdegnevole, italia laica, chiesa e sponsorto top of page

martedì, 28 novembre 2006
Pro .. Brokeback Mountain

Pro .. Brokeback Mountain
Volentieri aderiso all'iniziativa ed invito tutti gli Amici Bloggers HereticusTisbe, Julith, Nessuno77, Uyulala, Hateternal, Falstaff, Neroinchiostro, Carmit Sockpuppet, Gea, Loreanne, Genea, Joe Natta, Leilani, Elfo Bruno, RedDemonFlamia, Zaffiro, Zanzinet, Dankan, Selenya, fortunate laws, Andrew, Fin-Occhio, ecc. ecc.
La maggior parte degli Amici citati ha lasciato un commento nel post precedente. Mi scuso ora per non aver ancora dato una doverosa risposta a tutti; purtroppo l'influenza non è ancora cessata lasciandomi leggermente 'impedito'... come se non lo fossi per natura  . Hola! Tam Tam! Unitevi tutti, nominati e non per postare e divulgare!!! Un Beso Fraterno

Tratto dall'Amico Blogger Pennarossa:

Pro Brokeback Mountain

Cara tribù, i commenti al precedente post “… e ora rilanciamo i PACS”, ci hanno fatto riflettere sulle azioni da intraprendere per non vanificare l'attenzione conquistata per la difesa della laicità dello Stato e dei diritti delle minoranze sessuali.

Delle tre ipotesi prospettate, alla fine abbiamo considerato che quella che più si adatta alla blogosfera sia quella di andare avanti nel dibattito e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Per questo, d’intesa con Ivan Scalfarotto, Aurelio Mancuso, e qualche bloggers sensibile alla tematica, abbiamo preparato una lettera/petizione che sarà inviata ai direttori delle reti televisive Rai, Mediaset e LA7 per la messa in onda – in prima serata – del film “I segreti di Brokeback Mountain” seguito da un dibattito in studio.

La lettera, che raccoglierà le firme dei bloggers, dei cittadini, di personalità del mondo della politica e dello spettacolo (che stiamo contattando), oltre ad essere riprodotta nei blog dei sostenitori dell’iniziativa, la ritroverete in un questo blog, dove potrete lasciare nei commenti le vostre adesioni e troverete l’elenco aggiornato dei partecipanti.

Augh a tutti.


Per “I segreti di Brokeback Mountain”.

“I bloggers uniti in difesa della laicità dello stato e delle minoranze”.

Lettera/Petizione a favore della programmazione in prima serata del film
I segreti di Brokeback Mountain”.

Aderisci - Preleva il codice >>>

Ai direttori dei giornali e, per conoscenza, ai parlamentari italiani e a chi ne detiene i diritti televisivi.

Caro Direttore,
Il successo del film per la TV “Il Padre delle Spose” su Raiuno - con Lino Banfi nel ruolo del padre di una ragazza omosessuale che sposa la sua compagna - ha riportato prepotentemente alla ribalta i temi della laicità dello stato e dei diritti di tutti i cittadini, quale che sia il loro orientamento sessuale.

I commenti ed i dibattiti che si sono sviluppati sui media e nel Paese, prima e dopo la messa in onda del film, hanno dimostrato che anche l’Italia è oggi matura abbastanza per vedere finalmente affrontate tematiche che nella stragrande maggioranza dei paesi europei sono state approfondite e risolte anche con l’adozione di adeguati strumenti legislativi.

Per questo, e anche per venire incontro alle critiche mosse dall'Osservatore Romano – che, oltre all’opportunità di trasmettere il telefilm di Lino Banfi, ne ha anche criticato la qualità artistica (“.. una polpetta di terzo livello”) - vorremmo che quanto prima e in prima serata, fosse mandato in onda un film il cui livello assoluto è testimoniato dal successo ottenuto e dalla messe di premi vinta in tutto il mondo (tra gli altri 3 premi Oscar, 4 Golden Globes e il Leone d’Oro al festival di Venezia): I segreti di Brokeback Mountain.

Siamo convinti che la messa in onda del film di Ang Lee, seguito da un dibattito in studio, non possa che fare crescere il livello culturale del nostro Paese, e soprattutto incoraggiare i legislatori a discutere ed approvare con sollecitudine una legge che riconosca finalmente pienezza di diritti ai nostri concittadini omosessuali e più in generale a diffondere la cultura del rispetto e dell’inclusione secondo il dettato dell’articolo 3 della Costituzione:
“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.
La ringraziamo per l'attenzione.


Le adesioni all'iniziativa lasciatele nei commenti di questo
blog.

Blog News!
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PASSA PAROLA! AUGH & AJO'!!!

Con Amicizia e Rispetto
Gentleman  (Morris) =^
-^
=
P.S.: i prossimi post che avrei dovuto realizzare: "il Mio Sbattezzo", "come  l'0mosessualità viene interpretata e manipolata dai siti web cattolici", verranno pubblicati nei prossimi giorni con Un Fraterno Abbraccio Anticlericale a Tutti

Postato da: GayGuy a novembre 28, 2006 08:37 | link | commenti (8) |
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sabato, 18 novembre 2006
Nonno 'Libero', in 'Libero Stato'

Basta alle continue censure e imposizioni clericali!!!
[ Nonno Libero ]

Info inviatami dall'Amica Tisbe.

Tam... tam contro l'intolleranza
"Ricevo e pubblico una segnalazione dagli amici della tribù "Pennarossa
", invitandovi a diffondere il messaggio. Una sola considerazione: si dicono cattolici, ma non s'accorgono di essere miglia e miglia distanti dal messaggio d'amore proprio del cristianesimo?quand'è che la smetteranno di rompere i c...? (scusate, ma quando ci vuole..ci vuole!)." Tratto dal weblog di Vladimir.
Mi unisco condividendo pienamente la sua esternazione.


Colgo volentieri l'appello pubblicato dell'Amico Blogger "Pennarossa".
Ripropongo integralmente il suo scritto:


Lunedì 20 novembre, in prima serata su Raiuno, è in programmazione il film per la Tv "Il padre delle spose" interpretato da Lino Banfi il simpatico nonno Libero di "Un Medico in Famiglia". Il film parla dell'amore di un padre per la propria figlia affrontando il tema dell'accettazione della diversità.

La programmazione nella prima serata di lunedì ha fatto insorgere blog ed organizzazioni come “Cultura Cattolica”, preoccupate che il pericoloso “messaggio” di nonno Libero possa arrivare ai bambini. E’ partita quindi una campagna per chiedere lo spostamento in seconda serata del programma tramite e mail alla RAI. Di seguito riportiamo quella arrivata al nostro amico Maurizio, che ci ha segnalato l’iniziativa e proposto di controbattere adeguatamente:

Vi riproponiamo l'email circolante:

“La Rai, la nostra televisione pubblica nazionale, sta per lanciare l'ennesima pubblicità ai matrimoni omosessuali. Protagonista di questa subdola operazione, dopo Gianni Morandi, questa volta è Lino Banfi. L'attore pugliese sarà infatti protagonista il giorno 20 Novembre di una fiction in prima serata su Rai Uno, dal titolo "Il padre delle spose". La vicenda narra che questo padre recatosi in Spagna per andare a trovare la figlia che lavora lì, la troverà con sua sorpresa sposata con un altra donna!
E' già stato anticipato che la fiction si concluderà con l'accettazione da parte del padre di questo matrimonio, con tanto di finale a loro dire commovente in baci e abbracci di Lino Banfi alle due donne sposate.
Ora mi chiedo: ma chi vogliono prendere in giro? Certo, basterà non vedere questo film ma il punto non è questo: il fatto è che lo vedranno in prima serata tanti bambini affascinati dalla comica figura di Lino Banfi e noi questo non lo possiamo permettere.
Per questo propongo di tempestare la Rai con e mail di protesta, chiedendo lo spostamento in seconda serata (quantomeno!) della fiction, siete d'accordo?”


- per protestare potete compilare il seguente modulo della RAI:
Scrivi alla RAI utilizzando il modulo >>>
La tribù di Pennarossa e GayGuy, ha deciso di replicare inviando alla RAI il seguente messaggio, invitando tutti gli amici e i compagni, a fare lo stesso:

"In riferimento alle proteste che persone e organizzazioni stanno avanzando sullo slittamento in seconda serata (o addirittura alla non messa in onda) del film tv "Il padre delle spose" interpretato da Lino Banfi, vi comunico la mia opinione.
Credo che proprio l'utilizzo della figura di Lino Banfi, cara e familiare ai bambini, nella veste del padre di una delle due donne, possa, con tatto e sensibilità, finalmente rappresentare un messaggio positivo nei confronti di una realtà troppe volte male rappresentata nei media.
Intendo quindi manifestare il mio apprezzamento sia per il tema trattato sia per la scelta di trasmetterla in prima serata.
Nella malaugurata ipotesi che il film venga “oscurato”, considererei la decisione un gravo atto di censura.
Cordiali saluti".


Se siete d'accordo unitevi celermente all'iniziativa e lasciate nei commenti l’eventuale messaggio che Pennarossa TribĂą >>>avete inviato nel Weblog dell'ideatore
 
PENNAROSSA TRIBU'.
.

Inviate le Vostre adesioni all'Amico
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Pennarossa Tribu'

Augh e Ajo', a tutti. Papa Boys!? Ajo'!!! - Politics and Society' Home blog>>> Papa Boys!? Ajo'!!! Ha aderito. Tu cosa aspetti?
TAM TAM, PASSA PAROLA!


Aggiornamento importante - Alla campagna in atto contro il programma si è affiancato
"
Il Giornale1" - "Il Giornale2"

Aggiornamento 2 - Le ragioni della nostra iniziativa, sono state riprese da
"
Repubblica".

Un Caloroso Ringraziamento a Tutti coloro che vorranno collaborare scrivendo nei loro Weblog!
Grazie!

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Con Amicizia e Rispetto
Gentleman (Morris)

Postato da: GayGuy a novembre 18, 2006 03:50 | link | commenti (27) |
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